Buster in Erasmus a Wasilkow

Si è conclusa da pochi giorni l’esperienza internazionale che una nostra rappresentativa ha vissuto in Polonia per una settimana, un debutto europeo accompagnato da tanta curiosità e bellissime avventure che non vediamo l’ora di raccontarvi…

Prima di volare verso Varsavia, però, abbiamo bisogno di fare qualche passo indietro e tornare velocemente a marzo. Ricordate quando abbiamo accolto nella nostra sede del Palasport un gruppo di educatori provenienti da Grecia e Polonia? Beh, quel giorno gli avevamo presentato la nostra realtà e proprio questi ultimi ne erano rimasti così piacevolmente colpiti da voler ricambiare l’ospitalità. Detto fatto, nei mesi scorsi l’invito è arrivato veramente e non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione di poter prendere parte ad uno scambio Erasmus+ e allargare i nostri orizzonti!

Mettere insieme un gruppo di giovani rappresentanti è stato il passo successivo e, dopo un bel confronto e la sfida di poterne scegliere solo 6 tra i tanti delle nostre squadre, abbiamo deciso di coinvolgere quelli che nel corso degli ultimi mesi si erano maggiormente distinti non solo come atleti. Tra chi aveva arbitrato più partite, chi si era messo a disposizione per i tornei e chi era sempre in campo come assistente, alla fine il gruppo è stato composto da Antonella, Aurora, Daniele, Davide, Francesco B. e Francesco D.

Ancora qualche incontro di preparazione a giugno e, finalmente, è arrivato il tanto atteso 6 luglio, giorno in cui, accompagnati da Elena, i nostri ragazzi sono partiti alla volta di Wasilkow, piccolo paese a pochi chilometri dalla città di Bialistok.
Ci sono voluti un aereo, due treni e un autobus, ma, nel pomeriggio, il nostro gruppo è riuscito a raggiungere il centro di formazione dell’OHP, organizzatrice dell’evento, e a prepararsi per iniziare le prime attività del ricco programma.

Nei cinque giorni successivi il calendario degli impegni è stato molto fitto, con un’alternanza di appuntamenti in e fuori sede che ha dato la possibilità ai nostri di fare esperienza, ma anche di poter visitare la regione polacca che li ha ospitati.

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Punti cardine del progetto, l’ecologia e l’attenzione per la natura, e allora ecco che si sono susseguiti laboratori di riciclo creativo, esperimenti di scienze, giardinaggio, escursioni naturalistiche e visite al museo di scienze naturali.

A rendere un progetto Erasmus+ un vero scambio, però, non basta un solo Paese. Ad accompagnarci nel corso della settimana, infatti, ci sono stati altri quattro gruppi di ragazzi e ragazze provenienti da nazioni diverse: Lituania, Romania, Slovacchia e, ovviamente, Polonia, ognuno con le sue particolarità e le sue tradizioni.
Proprio il confronto e il mescolamento di queste caratteristiche ha rappresentato la parte più stimolante dell’avventura: ha dato la possibilità a tutte le culture di farsi conoscere e a tutti i partecipanti di scoprire che, molto spesso, similitudini e differenze possono coesistere, e che, sicuramente, possono arricchire chi è aperto a farle incontrare. Meglio ancora, prendendo in prestito le parole del nostro diario di bordo, “che ci sono persone che ridono proprio come noi, ma soltanto in una lingua diversa”.

Già, perché se c’è una cosa che non è mai mancata per tutta la settimana, quella è stata senza dubbio il divertimento! Con l’inglese a fare da punto d’incontro per tutti, ragazzi e ragazze hanno sempre trovato il modo di interagire gli uni con gli altri, affrontando insieme le attività del programma, ma anche insegnandosi a vicenda balli e canzoni del proprio paese d’origine od offrendo ai nuovi amici alimenti tipici della propria tradizione.

E come portare alto il nome dell’Italia fuori dai confini? Bhe, ovviamente con una bella spaghettata!

Grazie alla disponibilità dell’organizzazione, infatti, abbiamo avuto la possibilità di preparare un piatto di spaghetti al ragù per tutti i partecipanti, facendoli assaggiare ai più scettici, difendendoli dai tentativi di “correzione col ketchup” di qualcuno e, soprattutto, raccogliendo tanti complimenti e scaldando l’ambiente per l’ultima serata della settimana, proprio quella dedicata al nostro Paese.

Neanche a farlo apposta, questa coincidenza ci ha dato l’occasione per chiudere in bellezza la nostra esperienza, sia come gruppo che con le tante persone con le quali avevamo creato legami, un bel finale che ci ha accompagnati verso la cerimonia di consegna dei diplomi di partecipazione e verso un’ultima, condivisa serata prima del ritorno in Italia.

A prendere un po’ di spazio nei nostri bagagli verso casa anche delle nuove consapevolezze: sicurezza di sé, fiducia, senso di comunità, appartenenza, apertura verso il prossimo. Tante tante conquiste che ci hanno arricchiti e fatti maturare, partiti come conoscenti e tornati come fratelli e sorelle che ora sanno di avere qualche cugino in più in giro per il continente. Insomma, il bilancio finale non può che essere estremamente positivo!

Siamo sicuri che nei prossimi mesi ritroveremo i nostri ragazzi anche in palestra e li vedremo “contagiare” i loro compagni di squadra con tutto il bello che hanno riportato in patria, intanto gli facciamo i complimenti per aver dato prova di un comportamento esemplare per l’intera durata del progetto, per aver raccolto apprezzamenti da parte dello staff organizzativo e per aver dato un’ennesima dimostrazione di responsabilità.

Alle loro famiglie, invece, facciamo un grande ringraziamento, per aver creduto nel progetto, aver avuto fiducia in noi e aver preparato figli e figlie ad affrontare questa avventura.

In chiusura, enormi complimenti e ringraziamenti a chi tutto questo l’ha pensato, organizzato e reso possibile: l’OHP, in particolare a Dorota, Ela, Mariia e Hanna, il progetto Erasmus+ dell’Unione Europea, che ha sostenuto e finanziato lo scambio, e, dulcis in fundo, Sylwia e Sandro, che hanno acceso la prima scintilla.

Grazie Wasilkow, grazie Polonia! Speriamo di tornare a trovarvi nel 2027!

La settimana dagli occhi dei media

Ai più attenti non è sfuggito, ma durante la settimana abbiamo avuto anche una manciata di secondi di notorietà grazie alla TV e alla radio locali e siamo andati in onda all’interno del programma Obiektyw.

Volete rivederci? Ecco il link, cliccate QUI
Il servizio è al 14′ minuto

Il racconto su Facebook dell’OHP:
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